giovedì 28 gennaio 2016

Everyday Chemestry; I Beatles mai sciolti..in un altra dimensione

Di S.Petriccione

Non sono poche le leggende metropolitane che girano attorno alla figura dei Beatles, per più di 50 anni l’immagine 
dei Fab Four è stata cambiata e modificata grazie alle centinaia di notizie riguardanti i loro lavori mai pubblicati o addirittura riguardante la morte di Paul attraverso i vari indizi scoperti nelle varie tracce e copertine che non hanno fatto altro che alimentare la leggenda di PID “Paul is Dead”.

 Ma questa che sto per raccontare è un’altra storia, vecchia di un paio d’anni ma solo recentemente riscoperta. Il protagonista di questo racconto ha voluto pubblicare su internet un intero album che certificherebbe che i Beatles non si sono mai sciolti, anzi che non sono neanche morti parlando di John e George. 


Tutto questo almeno non nella nostra dimensione. Il proprietario di questo album mai pubblicato nella nostra realtà, che si fa chiamare James Richards per una questione di salvaguardia personale, ha raccontato una storia abbastanza bizzarra quanto surreale sul proprio sito chiamato per l’appunto “The Beatles never broke up…



”. Tale storia racconta che il 9 settembre 2009, mentre viaggiava in auto con il suo cane a Ovest di Turlock nel deserto di Puerto Canyon, fu costretto a fermarsi poiché il cane fece capire che aveva dei bisogni da sbrigare. Così James fermò la sua auto e liberò il cane, che dopo aver concluso i suoi bisogni inizio a rincorrere un coniglio per tutto il deserto, a tal punto James iniziò a rincorrerlo per riprenderlo ma cadde e colpi un sasso con la testa perdendo i sensi. La sua testimonianza afferma che si risvegliò in una stanza in una casa con una fasciatura alla  testa ancora stordito per il colpo. 
Dalla finestra vicino a lui poteva udire i rumori della città e nel mentre si avvicinava ad essa un uomo entrò nella stanza. Tale uomo descritto da James sarebbe stato alto 3 metri, con capelli lunghi neri e che fin dal primo momento gli aveva dato una strana vibrazione positiva. 
Si presentò a James col nome di Jonas e lo introdusse al mondo in cui il nostro protagonista si era svegliato. James si trovava in una dimensione alternativa, un mondo apposto al nostro ma apparentemente uguale. Era stato portato lì da Jonas, che aveva viaggiato con una macchina “Inter-dimensionale” che venivano usate frequentemente insieme alle macchine del tempo in quella dimensione, erano perfino vendute. 

Questa macchina lo aveva portato in quel momento nel deserto di Puerto Canyon, poco dopo che James perdesse i sensi. James fu tratto in salvo da Jonas e medicato nella sua dimensione. Il cambio di opinioni e la curiosità delle diversità tra la dimensione di James e quella di Jonas lì portò a parlare di Musica.


Parlammo di tante cose, era interessante vedere le similitudini e le differenze che avevamo attraverso i due mondi. Cibo, cultura, TV, tecnologia… discutemmo molto. Iniziammo inoltre a parlare di musica, che fu un argomento interessante poiché c’erano molte band uguali tra i due mondi che erano esistite, inclusi i Beatles. Quando i loro nomi saltarono fuori Jonas menzionò che suo fratello tornò poco prima dal vederli in concerto recentemente. Al che gli diedi un’occhiata strana e gli dissi e lui rispose di si. Gli dissi di come loro si erano sciolti nel nostro mondo, e del fatto che John e George erano morti. Apparentemente nel suo mondo erano tutti vivi, in salute e ancora in tour.”

Queste sono le parole di James riguardo il loro discorso sulle differenze e uguaglianze dei loro mondi. E su come i Beatles non si siano mai sciolti nel mondi di Jonas. Ma la storia non finisce qui. Poco dopo questo discorso Jonas per dare prova dell’effettiva attività ancora musicale dei Fab Four condusse James in un’altra stanza, che racchiudeva vari stereo, mangiacassette e mangianastri e migliaia di cassette. 

Secondo James nel loro mondo non erano ancora arrivati i CD o meglio non erano stati mai inventati. James sentì qualche cassetta dei loro Beatles che all’apparenza erano totalmente uguali alle canzoni e ai vari album usciti nella nostra dimensione, tranne per piccoli cambiamenti a livello di copertine e di sound, ma erano cambiamenti davvero miseri. James tra le varie cassette scorse alcune dei Beatles che non aveva mai sentito nominare, tra cui Everyday Chemestry, che attirò la sua attenzione. 


La cassetta non aveva una copertina, aveva solo scritto il titolo e le varie tracce che essa includeva, Jonas gli spiegò che molte cassette venivano registrate apposta per lui come una normale masterizzazione dall’originale. 

Al che James chiese a Jonas se poteva registrargli quella cassetta per portarlo nel suo mondo, ma la reazione di Jonas scosse il nostro protagonista

Tirò fuori la prima cassetta e stava per mettere dentro la seconda quando gli chiesi se poteva registrarmene una copia così avrei potuto portarla indietro con me, credendo che non fosse un problema. Beh l’occhiata che mi diede Jonas quando gli chiesi questo è anche una parte del fatto del perché voglia restare anonimo. Non solo mi spaventò ma assunse uno sguardo serioso e quasi creepy seguito dalla frase . Gli chiesi perché e lui non me lo volle dire chiaramente eccetto che era per la mia sicurezza. Non dovevo portare niente dietro.”

L’avvertimento che scosse James non lo trattenne dal infilarsi Everyday Chemestry nella tasca mentre Jonas era distratto. E dopo un pranzo con piatti simili di sapore e gusto, ma diversi dai nostri accompagnati da  Ketchup verde, Jonas rispedì James nella nostra dimensione. Quest’ultimo si ritrovò assieme al suo cane davanti all’auto che aveva abbandonato una volta persi i sensi. Tornato a casa visto che sia l’auto che lui non avevano un mangianastri decise di comprarne uno e di riprodurre Everyday Chemestry. 

Questo è ciò che ha condiviso con noi, questo è ciò che avrebbero creato i Beatles se non si fossero mai sciolti. Quello che a tutti può sembrare un Mixtape fatto egregiamente di vari pezzi solistici dei vari componenti e montati assieme sembra essere ciò che in un’altra dimensione i Fab Four hanno creato ad anni di distanza dal loro scioglimento nella nostra dimensione.



giovedì 14 gennaio 2016

Come vendere la propria collezione di dischi?

Come vendere la propria collezione di dischi?
In un post di qualche anno fa, affrontavo il tema di come valutare i dischi in vinile. 
Tantissimi mi avete scritto e continuate a farlo, qui invece affronteremo il tema di come venderli, se nel caso ve ne vogliate liberare. 
Chi si pone questo problema inizierà con il pensare a mettere qualche annuncio, su siti di annunci come subito o kijiji . 
Se conoscete un pochino come funziona la rete sicuramente saprete dell'esistenza di piattaforme come ebay, se siete ancora più pratici rivolgerete la vostra attenzione a servizi come discogs oppure amazon.
Altra soluzione invece vedere quali negozi di dischi ci sono in città, e rivolgersi direttamente a loro; ma se non ne avete vicini? Potete sempre andare in un mercatino dell'usato oppure rigattieri, infine, potrete anche provare a contattare le librerie che vendono l'usato, a volte prendono anche dischi in vinile.. 
Prendiamo qui invece in considerazione che voi non siete affatto pratici del web, quindi la prima soluzione, e avete il problema di non voler svendere la vostra collezione ed allo stesso tempo di non avere tempo di gestire una vendita attraverso un annuncio, gestendo telefonate, spedizioni, prendendo appuntamenti, facendo fotografie ed inviando via email le risposte, e le risposte non supportate da un adeguata competenza etc... 
A questo punto la situazione diventa un po' più complicata. Una soluzione potrebbe arrivare da persone competenti che mettendosi al vostro servizio, possono con il dovuto impiego di tempo, valutare la vostra collezione e prendersi cura della loro vendita, naturalmente dovete porre la vostra fiducia nel loro lavoro.. 
Una soluzione che ho ideato mettendomi al servizio di chi ha queste problematiche, allestendo un vero e proprio "garage sale".
Una vendita che avviene in un breve lasso di tempo, in casa del proprietario, o con collegamenti via web o dove si ritiene più opportuno.
Collezionisti ed appassionati vengono invitati a prendere visione del materiale discografico e ad acquistarlo ad un prezzo conveniente per il loro valore di mercato, quindi ad un 30-40-50% in meno.
In questo modo non si svende, e si accontentano tutte le tasche. 

Bene a questo punto se ne volete sapere di più, contattatemi, insieme potremo stabilire se è il caso è quello sopra descritto oppure è meglio una delle soluzioni descritte sopra.

A presto
Tony

giovedì 29 ottobre 2015

Le Maledizioni del Rock : il club dei J27


Tutto ebbe inizio nel 1939, quando, all’età di 27 anni, morì uno dei più famosi ed influenti bluesmen di sempre, Robert Johnson, che, poche ore dopo essersi ubriacato, cominciò a stare male, a delirare: si dice sia stato avvelenato dal marito della sua amante. 31 anni dopo, nel 1969 morì Brian Jones, storico chitarrista dei Rolling Stones, trovato morto nella piscina della sua villa a Hartfield, in Inghilterra. La causa della sua morte resta tutt’ora un mistero; venne ufficialmente dichiarato “morto per incidente”: aveva 27 anni. Non passò molto tempo prima che si verificasse un’altra “coincidenza”: nel Settembre del 1970, Jimi Hendrix morì nella sua camera d’albergo, soffocato dal suo stesso vomito dopo aver bevuto un cocktail malsano a base di alcool e tranquillanti. Dopo circa due settimane fu la volta di Janis Joplin, morta per overdose di alcool e eroina; anche lei aveva 27 anni, così come Hendrix. Nello stesso anno, alla stessa età morì anche Alan Wilson, leader dei Canned Heat, per overdose. Tutto questo ancora non vi spaventa?
La maledizione continua, nel 1971, con Jim Morrison, leader dei The Doors, trovato morto nella vasca da bagno di una stanza in un albergo a Parigi. Dopo l’ennesimo caso di “morte coetanea”, i mass media cominciarono ad accorgersi di un’altra sinistra caratteristica che accomunava i ventisettenni: ovvero, il fatto che la lettera J compariva in tutti i nomi dei musicisti e si incominciò quindi a parlare della cosiddetta “Maledizione della J”, e questo fenomeno suggerì una possibile brutta fine anche ad altri artisti come John Lennon e Mick Jagger (che, solo nel caso di Lennon, si verificò effettivamente nel 1980, quando venne assassinato sotto casa sua a New York da un venticinquenne psicopatico anche se, strano a dirsi, uno dei suoi più grandi ammiratori). Nel 1975 anche il bassistaDave Alexander dei The Stooges si unì al gruppo, morì di polmonite. Numerosi altri artisti meno noti morirono nel frattempo, tutti a 27 anni come di consueto, e nel 1994, la morte di Kurt Cobain (cantante dei Nirvana) scioccò i fan di tutto il mondo quando il beniamino del grunge americano si suicidò con un colpo di fucile nella sua casa a Seattle. Nel gruppo, invece, “della J” (oltre naturalmente ai sopra citati Jimi, Janis, Jim, ecc) troviamo il chitarrista e cantante Jerry Garcia, dei Grateful Dead (morto nel 1995, a causa delle droghe e dell’alcool di cui abusava), John Denver, che morì in un incidente aereo nel 1997, Jeff Buckley, il cui corpo fu ritrovato nelle acque del Mississippi (dopo che il cantante, la sera prima, aveva deciso di fare un bagno, ma fu tragicamente investito da un battello e non fece più ritorno), e infine Joe Strummer dei The Clash: nel 2002 gli venne un infarto che gli fu fatale.

martedì 2 giugno 2015

Meeting Collezionismo Discografico a Marcianise


venerdì 26 settembre 2014

Brian Eno - Another day on earth




lunedì 15 settembre 2014

Wim Mertens - Vergessen